Le leggi anti-uomo che le femministe hanno voluto per ‘proteggere le donne’ hanno portato all’esplosione degli omicidi familiari.
Negli Stati Uniti l’aumento è del 60%, secondo i dati pubblicati dalla economista Radha Iyengar dell’Università di Harvard in un articolo apparso sul New York Times del 7/8/2007:
The Protection Battered Spouses Don’t Need
Due decenni fa, per ridurre la violenza domestica, alcuni stati vararono leggi di “carcerazione preventiva” secondo cui i poliziotti che intervenivano non dovevano valutare se la persona accusata fosse davvero violenta: dovevano arrestarla in ogni caso in cui qualcuno denunciava un abuso.
Pareva una buona idea, ma oggi sembra che la legge ha avuto un effetto mortale: il numero di omicidi commessi fra partners è significativamente maggiore negli stati che hanno questa legge rispetto agli altri stati. [...]
Ho recentemente studiato il numero di omicidi prima e dopo l’entrata in vigore di queste leggi. Nella media nazionale, il numero di omicidi è calato, probabilmente grazie alle campagne di sensibilizzazione. Ma negli stati con leggi di carcerazione preventiva, gli omicidi sono saliti del 50% rispetto agli stati senza queste leggi.
In Italia il femminismo e la sua guerra contro uomini e famiglie ha causato un raddoppio degli omicidi familiari, la cui incidenza è quadruplicata.
Lo dicono i dati del Ministero dell’Interno, in cui gli omicidi familiari sono classificati come “famiglia/passioni amorose”. Nel 1992 erano meno di 100, oggi sono sui 200.
Le cause sono evidenti: si tratta di uomini che, ridotti alla disperazione da calunnie e sentenze femministe, arrivano a compiere omicidi seguiti dal proprio suicidio nel 41% dei casi. Le femministe chiedono pene ancora più pesanti contro gli uomini, ma è chiaro che nessuna misura repressiva può fermare chi è ridotto alla disperazione. Occorre un vero affido condiviso, eliminare i mantenimenti, stroncare la pratica delle false accuse in sede di separazione con pesanti condanne per calunnia, chiudere i centri ripetutamente coinvolti.
I dati mostrano che nello stesso periodo 1992-2006 la Polizia è riuscita a dimezzare il numero degli omicidi dovuti ad alte cause. Occorre quindi che i centri anti-violenza vengano chiusi, che la Polizia torni ad occuparsi della sicurezza di tutti noi, impedendo a lesbo-femministe di occuparsi di questo problema serio.
E invece le odiatrici di uomini gridano al “femminicidio” per ottenere fondi aizzando la conflittualità e la calunnia di genere che poi porta agli omicidi. Ma la realtà è che il 70% delle vittime di omicidi sono uomini: sia le donne che gli uomini uccidono in prevalenza uomini piuttosto che donne.



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